Domenica 11 febbraio andrà in onda in prima tv il film prodotto dalla RAI “Califano”, che vede Leo Gassmann nei panni del Califfo.
C’è grande attesa per il film “Califano”, il biopic incentrato sulla vita del grande cantante Franco Califano, con Leo Gassmann protagonista. Gassmann, figlio e nipote d’arte, veste i panni del mitico Califfo, uno dei cantanti italiani più amati, e anche uno degli autori più importanti della canzone italiana. In onda su Rai 1 domenica 11 febbraio.
Appena si sarà concluso il Festival di Sanremo, che quest’anno sta infrangendo ogni record di share, “Califano” andrà in onda in prima serata, prodotto dalla stessa Rai e con un interprete che, in qualche modo, è collegato al Festival. Gassmann, infatti, nasce come cantante, nel 2020 aveva partecipato a Sanremo con il brano “Vai bene così”. Questa è la sua prima incursione nel mondo del cinema.
Leo Gassmann è l’attore giusto per interpretare il mitico Califfo, non solo perché lo ricorda fisicamente, ma anche perché, essendo lui stesso un cantante, riesce a interpretare ottimamente i suoi brani, molti dei quali dei classici della musica italiana. Si è parlato a lungo di questo progetto, tanto che il soggetto e le prime bozze di sceneggiatura risalgono addirittura a dieci anni fa.
Ora, finalmente, potremo ammirare il risultato. Fortemente pubblicizzato dalla Rai, e sul palco dell’Ariston, dove ne ha parlato Amadeus e lo stesso Leo Gassmann, che è stato ospite della seconda serata del Festival, l’azienda punta a proseguire la scia di successo del Festival, tenendo incollati alla tv milioni di telespettatori.
Il biopic, in realtà, non ripercorre tutta la vita del cantante romano, ma soltanto la prima parte di carriera, quando un giovanissimo Franco Califano inizia a scrivere le sue prima canzoni, prima come autore per altri cantanti, poi per se stesso, arrivando al successo nei mitici anni ’70, fino ai problemi con la legge nei primi anni ’80 e che rischiano di stroncargli la carriera.
Tra musica, donne, problemi con la legge, sogni e speranze, il film omaggia un artista incredibile, importantissimo, che ha avuto un’infanzia costellata di affetti perduti. “Califano” è tratto dal libro biografico “Senza manette” (Mondadori), scritto dello stesso Califano insieme a Pierluigi Diaco.
Un libro sincero, che non omette nulla, rivelando particolari anche scomodi. Alla regia troviamo Alessandro Angelini, il quale ha deciso di partire con il presente, nella Roma del 1984, dove Califano è pronto a salire sul palco del Teatro Parioli, quando gli agenti della polizia fanno irruzione per arrestarlo.
A questo punto, parte il flashback, e la narrazione diegetica ci riporta al 1961, nella casa di famiglia, dove Califano è giovanissimo, scrive poesie, litiga con i fratelli ed è innamorato di Rita. Dunque, il trasferimento a Milano, ospite di Edoardo Vianello, dove il Califfo inizia a scrivere canzoni per altri cantanti.
Insieme alla musica, però, arrivano anche la dipendenza dalle droghe e le donne. In questi anni stringe amicizia con importanti personaggi dello spettacolo. Nel 1968 viene ricoverato in una clinica, per disintossicarsi e per curare la depressione.
Quando viene dimesso, è un uomo nuovo, pronto a ricominciare. All’alba degli anni ’70 ecco il successo. Nel cast, oltre a Gassmann, troviamo Giampiero De Concilio, nel ruolo di Antonello Mazzeo, Valeria Bono nel ruolo Ornella Vanoni, Andrea Ceravolo che interpreta Gianni Minà, Angelina Cinquantini nei panni di Mita Medici.
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